Organizzazione, sacrificio e passione

Un’azienda non nasce dal nulla.

Alla base c’è sempre una storia che racconta di impegno, passione e sacrificio. Siamo partiti da zero, eravamo in tre, io e un mio compagno di classe che non avevamo nemmeno i soldi per pagare il notaio per la costituzione della società, e il terzo, un socio più grande che ci ha supportato nell’amministrazione e con un prestito anche per l’avvio dell’attività.

Siamo partiti con quello che avevamo, ci abbiamo messo anima e corpo per dar vita a questa “creatura” che oggi è un’azienda che dà lavoro mediamente a 14 persone.

I primi anni abbiamo pagato più i nostri collaboratori che noi stessi, una scelta necessaria per investire nell’azienda e per farla crescere. Anche quando abbiamo iniziato a guadagnare, gli utili non sono stati distribuiti, ma lasciati in società per essere reinvestiti, e questo per diversi anni.

Non ho mai guardato al passato ma ho sempre inseguito il mio sogno, quello di creare un’azienda, un’organizzazione di persone che potesse affrontare lavori in più cantieri, e così è stato.

Anche in tre, venivamo riconosciuti non come una piccola impresa quale eravamo, ma come un’azienda strutturata in grado di rispettare le scadenze, assumersi le proprie responsabilità e portare avanti i propri progetti.

Evolution…da dipendente pubblico >>> ad artigiano >>> poi imprenditore

Ciao piacere di conoscerti,

nel mio primo articolo vorrei presentarti la mia storia, non legata alla necessità di protagonismo,  bensì pensata per ispirarti sulla possibilità di prendere in mano il tuo futuro per modellarlo a tuo piacimento. Ti garantisco che si può ed io ne sono la prova vivente!

Ho iniziato a sviluppare la mia conoscenza nel mondo del lavoro quando ancora ero studente, durante le vacanze scolastiche già a 15 anni preferivo imparare piuttosto che giocare a pallone, così grazie alle conoscenze di mio Padre che non smetterò mai di ringraziare, ho iniziato a fare la mia prima esperienza sotto una impresa elettrica di piccole dimensioni, e prima di prendere il cacciavite in mano è dovuto passare parecchio tempo, ho dovuto imparare l’ordine e la pulizia del cantiere, la sistemazione dei materiali in magazzino ed il rispetto per il cliente.

Successivamente ho avuto la possibilità di iniziare a maneggiare le attrezzature, seguivo il lavoro svolto dalle persone più grandi con curiosità ed ammirazione, ho scoperto il vero significato delle parole “Rubare il mestiere con gli Occhi”, è un metodo che utilizzo ancora oggi per imparare a fare cose che non conosco.

Il connubio, fra l’attività scolastica e quella lavorativa seppur come apprendista, iniziava a creare in me forti stimoli di focalizzazione verso un mestiere che mi avrebbe generato in futuro grandi soddisfazioni. Più lavoravo più ero portato a studiare perché vedevo come realmente quegli insegnamenti potevano tornare davvero utili nella vita lavorativa.

Orgoglio al 100% quando riuscivo ad affiancare nelle scelte tecniche i colleghi più grandi, grazie alla mia formazione tecnica, i quali pian piano iniziavano a valorizzare la mia presenza e chiedere consigli.

In qual periodo di adolescenza si è fortemente radicato in me il “principio di orgoglio del lavoratore” tale per cui la riconoscibilità e l’orgoglio per l’attività svolta mi permetteva di far crescere l’autostima.

Einstein sdraiato in spiaggia, sarebbe uguale a qualsiasi altro essere umano, ma nel suo lavoro ha fatto la differenza, si è contraddistinto sino ad essere tra i più celebri fisici nella storia della scienza….e tutto grazie al suo lavoro.

Passione nel lavoro

Il segreto per raggiungere buoni risultati nel lavoro è avere passione ma anche voglia di imparare e conoscere sempre nuove cose, una qualità che ho avuto sin da ragazzo. Quando ancora frequentavo l’istituto tecnico avevo deciso di trovarmi un lavoro nel periodo estivo, qualcosa che mi avvicinasse al settore elettrotecnico degli impianti. A 15 anni ho trovato impiego in una piccola azienda che realizzava impianti elettrici di tipo civile.

Anche se non lavoravo direttamente sugli impianti elettrici, per me è stata un’esperienza molto formativa. In quei tre mesi ho infatti imparato il rispetto per il cantiere, l’educazione e la pulizia del luogo di lavoro, valori che ritengo fondamentali e che tuttora insegno ai miei collaboratori. Inoltre ho potuto vedere da vicino come era organizzata e come si muoveva un’organizzazione aziendale, seppur di piccole dimensioni.

Lo stipendio? Una cifra irrisoria, circa trecentomila lire, che però ho subito investito per acquistare un tester e un trapano per esercitarmi a casa o aiutare qualche parente. Dopo quella breve esperienza ho continuato a svolgere qualche lavoretto nel pomeriggio e così, quando mi sono diplomato, oltre alla formazione tecnico-teorica avevo anche una solida base pratica che mi è servita molto per iniziare.

#elettricistavincente #vincenzodottorini

L’inizio di un sogno

Ogni azienda è formata da persone e sono convinto che per capire meglio l’etica e i valori che vuole trasmettere sia fondamentale conoscere la loro storia, il loro percorso formativo e perché no i sogni di chi le ha create.

Il mio sogno è cominciato negli anni Novanta quando ho deciso di fondare la Ineltec S.r.l – installazioni elettriche & tecnologiche, una ditta specializzata oggi in manutenzione ed installazione di impianti elettrici per le Aziende dalle più piccole sino alle più grandi del comparto Industriale.

A 23 anni, dopo aver vinto un concorso nella regione Basilicata, ero stato assunto presso un ente pubblico della mia città, Matera.

Avevo un posto fisso, uno stipendio gratificante e la prospettiva di una pensione sicura. Il sogno di molti, ma non il mio. Volevo qualcosa di più, avevo bisogno di nuovi stimoli. Così prima ho chiesto un anno di aspettativa non retribuita e, sei mesi dopo essermi sposato, ho abbandonato definitivamente l’ente per mettermi in proprio ripartendo da zero. Ovviamente il consenso di mia moglie è stato decisivo, soprattutto la sua comprensione e il suo sostegno.

Dopo tanti anni quel sogno è ancora una realtà che tuttora porto avanti con la stessa passione di quando ho iniziato e con la stessa voglia di crescere e migliorare a livello professionale.